Il segno dell’unità

in Kazan/Russia by

Un congresso dove sono uniti vescovi, sacerdoti, religiose, fedeli… venuti da tutto il paese… Come non è un segno dell’unità della Chiesa? Un segno di unità del Corpo mistico di Cristo… e Cristo continuamente chiama a fomentare questa unità…

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Sono tutti eventi necessari per la vita della chiesa, vivere, e essere uniti in Cristo e per mezzo di Cristo tra di noi. E perciò, questo esprime una singolare importanza per la vita dei membri della chiesa…

Un tal segno, della presenza particolare di Cristo in mezzo ai suoi membri, è accaduto nelle terre russe. Un evento tanto importante per tutta la chiesa cattolica in Russia, e che da un altro lato è stato molto significativo per la nostra famiglia religiosa.

L’evento come tale è stato proprio il congresso dedicato ai 50 anni del Concilio Vaticano II, proposto dalla conferenza Episcopale russa, diviso in quattro parti, ognuna delle quali è stata realizzata in una diocesi diversa.

E così il 1° maggio, nella città di Kazan, c’è stata l’inaugurazione del congresso, e si è cominciata con la sua prima parte dedicata alla famiglia. – La Famiglia è Chiesa domestica

Non è stata a caso la scelta della città di Kazan: proprio qui si trova un bellissimo Santuario dedicato a Nostra Signora di Kazan, molto amata dal Santo Papa Giovanni Paolo II, che nell’anno 2004 ha donato l’immagine ai nostri fratelli ortodossi. Ricordiamo che il Papa ebbe una particolare devozione a questa icona, poiché il 22 ottobre, giorno in cui si celebra la festa della Vergine di Kazan, è anche il giorno in cui Karol Wojtila iniziò il suo ministro petrino.

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Il congresso si è svolto dal 1° al 4 maggio. Per l’universalità del congresso sono stati invitati come delegati da ogni diocesi della Russia famiglie, suore, sacerdoti, insieme con il loro Vescovi: l’arcivescovo Paolo Pezzi, mons Clemens Pikkel, Iosif Vert e mons Cirilo Climovich e il nunzio Ivan Iurcovich.

Al congresso era anche presente p. Carlos Walker, superiore generale dell’IVE, per poter salutare i vescovi e incontrare i missionari che lavorano nelle terre russe, e la Madre Anima Christi, la superiora generale delle SSVM.

Nell’apertura del congresso il nunzio ha salutato dei partecipanti, ricordando come la famiglia sia il fondamento della chiesa. Nella famiglia e per mezzo della famiglia il Signore comunica il suo grande amore a tutto il mondo, e ognuno di noi battezzati è responsabile e chiamato ad essere collaboratore di Dio nell’opera redentrice.

Nei due giorni seguenti ci sono state due conferenze tenute da Padre Diogene Urquisa IVE, parroco della chiesa in Kazan, sul tema “La famiglia è chiesa domestica”, e “Le parole di Papa Francesco sulla Famiglia” e poi, in parallelo, altre due conferenze, di carattere piuttosto pratico pratiche “Come realizzare la famiglia – come chiesa domestica” e “Come superare i problemi che possono insorgere nella vita familiare” tenute dalla professoressa sr. Marta Sroka di Samara.

Tutti i partecipanti sono stati invitati a riflettere sui problemi presenti che deve affrontare al famiglia per mezzo di lavoro in gruppi, separati per le donne e per gli uomini. E poi in particolare il congresso ha fatto sì che si approfondisse la vita familiare per mezzo dei sacramenti, della penitenza, e dell’eucarestia…

Il 3 maggio, al pomeriggio, è stato organizzato un incontro dei Vescovi, con tutti i partecipanti, in cui si sono offerti a rispondere alle domande riguardo la famiglia Cristiana, e sul “Come vivere la fede oggi”; sono state date delle bellissime risposte, le esperienze proprie vissute nella chiesa clandestina, persecuzioni, testimonianze della fede vissuta.

I giorni pieni di attività e preghiera, secondo le parole degli stessi partecipanti, hanno arricchito molto spiritualmente… Nonostante le “differenze” geografiche –sono venuti da Vladivostok, Irkutsk, Kemerovo, come anche dai monti Urali, dal Caucaso, dalla stessa Mosca, da altre città della Russia centrale – nulla ha impedito che si vivesse in uno spirito di fraternità. Si è evidenziato un segno di Cristo, in mezzo loro, un segno della unità della Chiesa.

Ringraziamo i missionari dell’IVE, e del SSVM che lavorano nel territorio della Russia, per il loro aiuto nella partecipazione e nell’organizzazione dell’evento.

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