Primavera Bianca – 600 giovani in campeggio!

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Campeggio per studenti – Argentina

21 Settembre 2013 – 6:00 del mattino. I colpi alla porta mi svegliarono con agitazione —Padre, padre! — che succede? —risposi incuriosito— Sta nevicando…! Sta nevicando! Era da non credere. La primavera ci accolse con un’intensa nevicata; niente sole né bei fiori: bianco, tutto bianco!… Non abbiate paura di andare contro corrente» era la frase di Papa Francesco che ha ispirato questo campeggio e solo in questo contesto si può capire ciò che andiamo a raccontare.

Contro corrente I: divertirsi in modo sano

Arrivarono da diversi punti: Centinaia di ragazzi vennero da San Rafael, due micro giganti si stanziarono con gente di San Luis, Buenos Aires e Mendoza anche si fecero notare. Ci siamo tutti? Già sulla fine del mezzogiorno del Giovedì arrivarono dal Cile e dalla nostra cara Santiago del Estero. Si formarono quattro squadre e la sera la plaza de armas lucía i quattro degni stendardi. Molte grida di incoraggiamento. A giocare! Un Roba-queso gigante inaugurò le gare che durarono durante tutto il Venerdì. Fu un giorno intero dedicato allo sport.

Il gruppo teatrale San Filippo Neri, presentò un nuovo successo: 0800-7: L’Agente del caos. Nessuno dimenticherà quel missile lanciato da un carrello di supermercato e che distrugge uno scaffale intero.

Le presentazioni della montagna presentavano un sabato ad “alte vette”. C’era molto entusiasmo ma ci fu un dettaglio che non si tenne presente e che ci lasciò gelati: la neve!

Nessuna salita e dunque?… che facciamo?! Fuori nevicava copiosamente. Non si poteva stare. —Dividete il gruppo in due. I minori di 15 anni vadano al cinema del Reggimento e lì facciamo vedere loro un film. – e gli altri 300? —Andiamo a fare giochi in sala da pranzo. Alla fine la mattinata passò in fretta.

Durante la sera e dopo un  remake eccellente della <<Viperina>>, (“non ti stanchi mai di vederla!”) approfittammo dei primi raggi del sole per spostare le gare alla neve. Quattro bambole giganti si innalzarono sul campo di gioco. L’ingegno e l’arte furono messe alla prova. Ogni squadra ebbe la sua. La battaglia di neve era imminente. Nemmeno l’ONU sarebbe riuscita a fermarla. Strategie, alleanze, tradimenti… Tutto si chiuse con la classica foto di gruppo.

La cornice non potrebbe essere migliore. I giovani si divertono allegramente mentre la cordigliera all’orizzonte sfoggia cime che toccano il cielo. Questo ci ricorda la grandezza della gioventù.

Contro corrente II: giovani al servizio

Bisogna evidenziarlo. Più di 50 giovani universitari si avvicinarono per dare una mano con la titanica organizzazione. L’apostolo Giacomo si chiede: “A cosa servirà, fratelli miei, che uno dica di avere fede se non ha le opere?” La carità su vasta scala si riesce quando si esercita socialmente. In questo senso il volontariato, é scuola di virtù e la più completa perché non si tratta unicamente della virtù individuale, ma anche sociale.

I volontari nel Campeggio per Studenti hanno ogni volta un protagonismo maggiore. Il loro aiuto é importantissimo e la loro testimonianza . Basta pensare che non é facile organizzare un’attività per 800 persone che si radunano da diverse zone del paese. I lavori si distribuiscono in seguito: cucina, servizio, organizzazione delle gare, iscrizioni (anche quest’anno avevamo un Programma per il registro di persone, fatto da un giovane volontario), infermeria… anche se l’attività di montagna si dovette sospendere a causa della neve, fu pianificata dai giovani del Club Andino Frassati.

Contro corrente III: i giovani e Gesù Cristo

Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve (Is. 1,18). Il Papa Francesco denuncia il fatto che viviamo in una cultura dello scarto, dell’esclusione. Si escludono le persone… ma la cosa più grave, la cosa più tragica, viviamo in una cultura dove si cerca di escludere Gesù Cristo. Per questo le cerimonie liturgiche nel campeggio meritano un paragrafo a parte.

Tanto la cappella con il Santissimo esposto per l’adorazione, quanto le processioni intorno alla Piazza d’armi durante le tardecitas, e la Santa Messa, sono segno che Gesù Cristo non è solo parte della nostra vita, ma che deve essere la nostra stessa vita. Riusciamo a calcolare che valore hanno tante e tante confessioni e comunioni ben fatte durante questi giorni? Il Beato Manuel González denuncia tristemente quanti sacrari abbandonati ci sono nel mondo… esiste su questo pianeta una bilancia capace di pesare il valore di tante visite e turni di adorazione al Santissimo come furono fatte? Il p. Daniel Cima, rettore del Seminario, nella Santa Messa di chiusura commentò che una delle grandi menzogne che il demonio tende al giovane è fargli credere che una vita santa equivale a una vita malinconica e triste… che si alzino le voci dei giovani del Campeggio Studenti 2013 per smentirlo!

Contro Corrente IV: per questo ci siamo

Il Beato Giovanni Paolo II esortava: “Non é questo il momento per le indecisioni, o mancanze di compromesso. E’ l’ora degli audaci, di quelli che aspirano a vivere in pienezza il Vangelo e di quelli che vogliono realizzarlo nel mondo attuale…” E’ ora di navigare in mare aperto e andare contro corrente. “Colui che vuole salvarsi deve rischiare. Non c’é rischio quando non c’é timore, incertezza, ansietà e paura. In questo consiste la nobiltà della fede, perché suppone la grandezza di un cuore che rischia”.

Cosa ci spinge? Un grande amore. Solo un grande e vero amore ci mantiene costanti. E’ l’unico motore che non si ferma davanti a nessuna tempesta.

Guardando Gesù Cristo dissanguato sulla Croce, innamorato di voi: Potete pensare che tutta questa corrente che ci travolge è più forte e più divoratrice dell’amore di un Dio crocifisso? Possiamo allora, noi, perderci d’animo davanti all’attuale panorama e pensare che “non si può”? A non continuare a nuotare controcorrente quando Gesù distrusse la stessa morte?

P. Martín Juillerat, IVE

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