Oggi voglio porre la mia dimora in mezzo a Voi…

in Russia by

rusiaIl Signore è il principale protagonista della Missione, e di tutto l’apostolato.

Come una volta il Divin Maestro disse a Zaccheo: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”, così ancora ogni giorno, per mezzo dei suoi apostoli, il Signore, invita le persone a cenare insieme con lui, preparare un posto per il Signore.

Il banchetto del Signore spesso viene all’improvviso,

Così oggi, vi vorrei raccontare del banchetto che Signore ha voluto per i suoi piccoli.
Non è un apostolato che abbiamo iniziato oggi, e che quando l’abbiamo iniziato sembrava molto insignificante, simile a tanti altri, molto piccolo.

Nostro Signore decide dove vuole andare, e oggi ci ha detto di passare per piccole stradine, adornate dall’oro dell’autunno, in mezzo a paesini sparsi in lontananza tra i boschi e spesso già dimenticati da tutti, da tutto il mondo. E passando chilometri di distanza si vedono campi, ancora verdi, che producono i loro frutti…, dove ci sono delle anime che una volte hanno ascoltato pronunciare le parole eterne della fede cattolica, e pronunciano ancora, nel loro cuore e nella loro vita, la buona novella del Signore…

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Il paesino dove andiamo si trova nella regione di Povolgia, e dista 120 km dalla città regionale di Ulyanovk; è un luogo piuttosto abbandonato, con una popolazione di 500–800 persone, per la maggior parte anziani. L’agricoltura è poco sviluppata, praticata solo in modo familiare in alcune case. Demograficamente, il paesino non ha alcuno sviluppo e nessun futuro (tutti i giovani sono andati via nelle città) ed è destinato a finire, come tanti altri, spopolato e morto. Solo che, in questa campagna, 20 anni fa, sono arrivate alcune famiglie armene dalla Giorgia: sono parenti, lontani o vicini, degli armeni che si trovano a Ulyanovsk, tutti provenienti da uno stesso paesino, anch’esso in pochi anni spopolatosi a causa della mancanza di lavoro; e così molti dei suoi abitanti sono emigrati in Russia. Il paesino da dove provengono tutti questi armeni è uno dei pochi paesini cattolici situati al sud della Giorgia, nel territorio confinante con l’Armenia.

Nonostante la distanza, gli armeni, certamente grazie anche alle tradizioni insite nella loro cultura, hanno perseverato nella fede, pur senza sacerdote.

E così nostro Signore sente la voce delle sue pecore che invocano da ormai 20 anni il Signore, perché li aiuti a perseverare nella fede, adesso e nell’ora della loro morte. E il Signore ha mandato i suoi operai!

Il Signore ci invita a portare la sua dimora in mezzo a loro, e perciò non dobbiamo essere di ostacolo alla volontà del Nostro Maestro.

Lì dove andiamo, chiaramente non c’è né chiesa né cappellina, ma tutto si fa nelle case delle famiglie. Di solito noi informiamo riguardo al giorno del nostro arrivo, e loro si radunano una volta a casa di uno, una volta a casa di un altro.

Quando arriviamo, tutti ci accolgono con il sorriso, con l’allegria cristiana: sono contenti perché il Signore oggi è venuto nella persona del sacerdote. La gente è molto semplice, pregano e partecipano come possono. L’ ambiente tra gli armeni è veramente molto bello, con tanti bambini e giovani famiglie con figli.

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L’ultima volta siamo andati domenica 13 ottobre nel pomeriggio; il viaggio è di circa due ore e mezzo, per una strada tanto danneggiata quanto panoramica: ampi campi verdi, betulle gialle in mezzo ad arbusti rossi … in una parola, un capolavoro di nostro Signore, il Creatore … Avvicinandoci alla casa, ecco che si vedono bambini giocare fuori della casa, e le donne che si preparano per incontrare il loro “Varnabit”, il loro padre. Quando entriamo, tutti si avvicinano e salutano.

Uno di noi si mette in una stanza a confessare, mentre gli uomini aiutano a sistemare l’altare. Preparato l’altare, tutti si metto intorno ad esso, seduti su un tappeto, e iniziano a pregare il rosario in armeno, guidato da una signora anziana. Un bellissimo ambiente di preghiera: bambini, giovani, vecchi stringono il rosario in mano con lo sguardo fisso nella statua della Madonnina posta sull’altare.

Tanti vogliono confessarsi, perciò un sacerdote si mette a confessare durante la Messa. E così si celebra la Santa Messa. 25–30 persone in una abitazione, intorno a un altare provvisorio, con lo sguardo fisso al sacerdote. Dopo la santa Messa, ci rechiamo, come è loro tradizione, a una tavola ricca di diversi piatti armeni, gustose insalate, … e un po’ di tutto. Terminato il momento di festa, la gente ci ringrazia molto per essere venuti ma soprattutto perché la nostra presenza mantiene la fede nei figli e nei vicini.

Il Signore è il padrone del banchetto, e lo organizza lì dove lui preferisce, anche lì dove la nostro ragione non troverebbe altro che perdita di tempo. Ma proprio lì, in questo lontano paesino, nostro Signore ha trovato la sua dimora in molte anime.

p. Eugenio K, IVE

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