Missione in Albania – Novembre 2013

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albania3MISISIONE IN ALBANIA/ Il 31 ottobre 2013, Padre Andrea David, ”dell’Istituto del Verbo Incarnato” e Riccardo Cocco volontario del ”Movimento Sociale Europeo”,  ci siamo recati 5 giorni in Albania,  paese a maggioranza mussulmana (70%) e solo 30% cattolica ed ortodossa, per svolgere una missione parrocchiale di solidarietà nella regione di Alessio (Lezhe).

Siamo partiti da Roma Fiumicino alle 10.10 arrivando all’aeroporto “Beata Madre Teresa di Calcutta” di Tirana alle 11.40. Li siamo stati accolti da Padre Sergio Perez IVE, argentino, e ci siamo diretti verso Kallmet in cui si trova la casa dove risiedono i Sacerdoti dell’IVE. Dopo aver smontato i bagagli, siamo andati nel centro di Alessio (Lezhe) per incontrare la gente locale; in seguito abbiamo avuto un interessante incontro con Sua Eccellenza Monsignor Ottavio Vitale, vescovo della città. La sera abbiamo partecipato alla Santa Messa nel convento delle Francescane dell’Immacolata Concezione situato a Kallmet, e poi abbiamo affrontato con le suore una discussione sulla questione del Kosovo.

La mattina seguente ci siamo recati al Santuario Diocesano di Sant’Eufemia, situato nella stessa parrocchia, sulla cima di una montagna (come mostrano le foto sopra e sotto), dove Padre Andrea ha celebrato la Santa Messa e confessato in occasione della Solennità di Tutti i Santi, con la presenza di circa 200 persone provenienti dalle varie città e dei villaggi vicini e lontani.

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                  Nel pomeriggio siamo andati a casa di una famiglia residente a Kallmet, per portare la Comunione ad un anziano malato di nome Pjeter Ndreca, di 84 anni, a cui Riccardo ha voluto rivolgere alcune domande. Lui è stato particolarmente colpito da due risposte:

1. Pjeter, lei che ha vissuto il Fascismo ed il Comunismo in Albania, mi potrebbe dire durante gli anni in cui c’erano gli italiani, come si viveva?

1. Risposta: ”Con gli italiani c’era un reciproco rispetto, io ero un ragazzo e ancora non lavoravo, ma potevo portare l’acqua ai lavoratori e passeggiare in totale libertà. Ricordo che gli italiani ci portavano a casa come regalo la carne ed il pane, e sopratutto partecipavano alla Santa Messa in chiesa insieme a noi”.

2. Come si viveva  durante il Comunismo?

2. Risposta: ”Il Comunismo in Albania ha fatto piu danni in 50 anni che l’Impero Ottomano in 500 anni”.

Dopo aver finito il dialogo con Pjeter, ed aver ringraziato la famiglia per la grande ospitalità, incluso ci hanno offerto dei cibi tradizionali.

In seguito, ci siamo diretti verso il collegio femminile delle suore del Signore e della Vergine di Matarà, ramo femminile dell’ IVE, situato in un villaggio vicino di nome Troshan. Qui, abbiamo partecipato alla Santa Messa vespertina per la solennità di Tutti i Santi, ed in seguito dopo la cena, abbiamo assistito ad una recita delle ragazze albanesi del collegio. In questa recita le ragazze hanno raccontato la storia della martire albanese Maria Tuci, una giovane di 20 anni, postulante, messa viva in un sacco chiuso con dei gatti, (e con i bastoni colpivano il sacco) che la graffiavano terribilmente, Maria venne torturata fino alla morte dai comunisti, solamente per essere stata cristiana cattolica e non voler rinnegare la sua fede in Cristo.

Sabato 2 novembre, terzo giorno della nostra permanenza in Albania , ci siamo svegliati alle 5 di mattina, per partecipare a 3 Sante Messe per i defunti nei cimiteri di Kalivaҁ,  villaggio molto povero, situato in montagna, dove abbiamo donato farmaci, giochi e vestiti portati dall’Italia, per i bambini e la gente locale.

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Le Sante Messe sono state  celebrate da padre Andrea nelle località frazioni di Gjobardhaj, Kashnjet e Rras; in quest’ultima frazione la Santa Messa si celebra sulle rovine di una chiesa distrutta durante il comunismo. Le celebrazioni qui in Albania sono molto sentite dalle famiglie dei villaggi, che hanno una profonda devozione per i defunti e, si riuniscono numerose in preghiera davanti alle tombe.

Durante la strada di ritorno, abbiamo affrontato un tragitto tortuoso, avventuroso e fantastico, attraversando con il fuoristrada fiumi, fango e sassi.

Poi siamo ritornati a Kallmet dove abbiam visitato la famiglia di Leka, amico di padre Andrea, dove abbiamo conversato e pregato. Qui abbiamo avuto un’ altra interessante testimonianza da parte del padre della famiglia sulle condizioni di vita durante l’occupazione degli italiani e la dittatura del Comunismo; Leka afferma che gli italiani erano gentili e rispettosi, distribuivano il pane tutti giorni, regalavano piatti di spaghetti, costruivano strade e opere pubbliche, facendo lavorare la popolazione e partecipavano con devozione alle celebrazioni delle Sante Messe.

La domanda che gli ho fatto sul Comunismo lo toccò profondamente e fece fatica a raccontare quei terribili anni, ma nonostante ciò, mi raccontò una piccola parte di quegli anni: ” il Comunismo è peggio del demonio, non eravamo uomini liberi, ma schiavi nati solo per lavorare, senza alcuna libertà di parola, opinione e movimento. Prestai servizio militare e non potrò mai scordare cio che mi fu fatto, fui costretto a fare dei turni di guardia disumani di ore e ore con il freddo, la neve, la pioggia, senza mai riposare e mangiando solo poco pane. Perfino le donne erano costrette ad indossare la divisa militare e fare esercitazioni continuamente, così ogni giorno quando suonavano le sirene dell’allarme, solo le donne dovevano uscire di casa con la divisa ed incominciare ad allenarsi; tutto questo perchè ci volevano mettere in testa di essere in guerra, una guerra mai esistita. Così, come il miglione di “bunker” costruiti, dicendo la grande menzogna dell’attacco imminente da parte dell’Occidente. La cosa che più mi segnò fu vedere i sacerdoti arrestati e messi nelle carceri e torturati, poi le  croci spaccate nei cimiteri,  e le chiese distrutte o usate come palestre, o depositi di cibo o come stalle, non potrò mai scordare la barbaggine comunista e anticristiana”. Questa famiglia, per l’ospitalità, la gentilezza, il rispetto e l’educazione mostrataci, conferma ancora una volta quanto siano belle e calorose le famiglie albanesi. Dopo cena, abbiamo visto insieme a padre Carlos un documentario prodotto dalla CTV (tele Vaticana) sulle persecuzioni contro la  religione (in particolar modo la cattolica) compiute dai comunisti dal 1946 fino al 1991, anno della liberazione dell’Albania e successiva visita del Beato Giovanni Paolo II e dell’albanese Beata Madre Teresa di Calcutta.

Il nostro ultimo giorno, Domenica 3 novembre, lo abbiamo cominciato con le Sante Messe nei villaggi di Merҁi e Rraboshte, celebrate da padre Andrea e in seguito assistito alla Santa Messa nella parrocchia di Kallmet, trasmessa in diretta su Radio Maria. Prima del pranzo domenicale siamo stati insieme agli animatori della Parrocchia, con i quali abbiamo visto un documentario sulle missioni dell’IVE.

Dopo pranzo, nel pomeriggio abbiamo visitato la città di Scutari, storicamente europea e cattolica, nella quale si trovano molti edifici storici, tra cui la Cattedrale adibita a palestra durante il comunismo e alla caduta di quest’ultimo ricostruita,  nella quale nel 1992 Papa Woityla celebrò la Santa Messa. Inoltre ad essa, nella citta si trova il cimitero nel quale riposano i martiri cattolici soprattutto sacerdoti e religiosi, torturati, umiliati e uccisi dai comunisti, tra i quali 40 sono in processo di beatificazione.

La mattina seguente, siamo partiti dall’aeroporto di Tirana alle 6.30, per tornare a Roma.

Tornato da questa missione, ho rafforzato la mia fede in Cristo, in quanto ho lavorato per Lui, inoltre ho aperto ancor di più  il mio cuore alla solidarietà con le persone, perchè non c’è cosa piu bella di aiutare il prossimo, di fare del bene e vedere il sorriso nel suo viso. La mia concezione di Europa, ovvero un’Europa dei popoli, cattolica e tradizionalista, si è ulteriormente consolidata, in quanto, grazie a questo viaggio ho capito che il popolo albanese è storicamente europeo, ha lottato per difendere l’Europa dall’invasione dell’Impero Ottomano, e ancora oggi una piccola minoranza è situata in due roccaforti come Lezhe e Scutari, combatte per difendere le proprie tradizioni, la propria mentalità e l’uomo europeo, dal continuo attacco mussulmano, antieuropeo e mondialista.

Viva Cristo,viva la Madonna!

Viva l’Albania cattolica, europea e tradizionale!

Riccardo Emidio Cocco- volontario del Movimento Sociale Europeo e Padre Andrea David IVE

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