La Chiesa: Madre Viva e sempre feconda!

in Hong Kong by

Riflessioni sulle celebrazioni pasquali a Hong Kong, durante le quali sono stati battezzate 100 persone nella parrocchia affidata all’Istituto del Verbo Incarnato (IVE)

Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone. (Atti 2,41).

 

Sempre mi sono chiesto come sarà stata questa celebrazione nella quale furono battezzate, probabilmente da tutti gli apostoli, tante persone, Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. (Atti 2,5).

Immagino sia stata grandissima per il numero, la diversità, e l’importanza. Certamente deve essere stata una scena degna di versi, che è rimasta nella memoria dei primi cristiani e che l’evangelista Luca ci ha fatto arrivare attraverso i suoi Atti degli apostoli.

Vi racconterò ciò che è successo nella nostra parrocchia “S. Pietro e S. Paolo” di Yuen Long, Hong Kong, nella vigilia di Pasqua e nella Domenica di Resurrezione. Qui è successo qualcosa di bello, spettacolare, emozionante e commovente fino a toccare le parti più profonde dell’anima: durante la Messa della Vigilia Pasquale, ci sono battezzate 68 adulti, hanno ricevuto la Cresima che la Prima Comunione; 68 uomini e donne tra i 15 e 93 anni. Nella mattina successiva, nella Messa della domenica di Risurrezione, 23 neonati hanno ricevuto il sacramento del Battesimo. 91 neofiti, 91 nuovi figli e figlie di Dio nella nostra parrocchia.

La Vigilia Pasquale è di per se una celebrazione che, con la sua abbondanza di segni, impressiona ed emoziona, colmando le nostre anime con una varietà di frutti spirituali. Alcune parti della celebrazione e alcuni segni che in altri tempi per me, stando in Argentina, erano vissuti come qualcosa di “lontano”, come per esempio i battesimi e le cresime della vigilia pasquale, la benedizione della fonte battesimale, ecc., qui sono stati qualcosa di vissuto appieno: 68 persone sono state battezzate e cresimate, e si avvicinavano per la prima volta a ricevere il Corpo e Sangue del Signore, che si era appena immolato per loro il Venerdì Santo e che in quel momento risuscitava vittorioso dalla morte, dando la resurrezione anche loro dalla morte del peccato, come ha fatto con noi e con tutti i figli della Chiesa da quella prima Notte Santa, la più santa e gloriosa di tutte le notti. È come se fosse stata un’applicazione palpabile e immediata degli effetti del Mistero Pasquale nel mondo e nella Chiesa.

Mentre vedevo il P. Gervais che faceva cadere l’acqua sulle loro teste, uno dopo l’altro, mentre lo ascoltavo pronunciare la formula trinitaria, la mia mente e nel mio cuore andavano e venivano le preghiere, pensieri e sentimenti che sono impossibili da assumere in un relato..  Ricordai che in quello stesso momento nella diocesi di Hong Kong si stavano battezzando più di 3000 e 500 anime (sì, 3500), come nella prima Pentecoste della Chiesa, e ricordai che ci sarebbero stati battesimi anche in ogni parte del mondo (avevo letto che in Francia si sarebbero battezzate 3000 persone in quella stessa notte); ho pensato a tutti coloro che, lo sappiamo o no, hanno lavorato, sofferto, predicato, pregato per quelle anime, qui e adesso, e in ogni parte del mondo.

Ho riflettuto su come Dio, nella sua infinita misericordia e per la sua Grazia, ha scelto e toccato ognuna di queste anime, e su come le ha chiamate e convocate ad essere parte della sua chiesa, dandogli la grazia della conversione. Ho pensato all’anno e mezzo di catecumenato e di lezioni di catechismo con le quali si sono preparati, perseveranti e entusiasti, e che oggi finiva dando inizio a una nuova vita, la vita piena dei figli di Dio. Pensavo ai catechisti e a tutti coloro che gli hanno insegnato la dottrina, a coloro che gli hanno predicato e gli hanno dato l’esempio.

È stato emozionante vedere una signora di 93 anni in sedia a rotelle ricevendo il Battesimo insieme a suo figlio. O sapere che tra di loro c’era una ragazza di 15 anni che ha dovuto opporsi a tutta la famiglia per battezzarsi. Sono state diverse le persone di età avanzata che si sono battezzate, questo suppone una conversione totale di vita, dal loro ateismo o da altre tradizioni religiose, buddiste, taoiste… e a volte da ambienti familiari e sociali completamente alieni e ostili alla fede. Ho immaginato che la Vigilia Pasquale nell’antichità, nei primi secoli della Chiesa, fosse stata qualcosa simile a ciò che abbiamo vissuto in questa notte. A me è toccato viverlo per la prima volta. Ho avuto la grazia e l’allegria insieme al P. Gervais di cresimarli e di dargli la Prima Comunione.

A tutto ciò si aggiunge la grande gioia di tutta la comunità, come un anticipo del Cielo: gioia dei padrini e delle madrine, tanti dei quali sono amici e laici molto attivi nella Parrocchia; dei quasi 20 chierichetti che hanno servito l’altare in modo solenne e devoto; del coro della parrocchia che ha messo la propria anima in ogni nota, e dei fedeli, così esultanti di allegria e schiacciati nei banchi, giacche quasi un terzo dei banchi della chiesa erano occupati dai catecumeni e dai padrini (e meno male che si trattava di un solo padrino per ogni battezzato altrimenti tutta la chiesa non sarebbe bastata a contenerli). Questo straripare di gioia ha impregnato tutta la celebrazione, che è durata quasi tre ore, e nonostante tutto è sembrato che passasse così rapidamente… Questo è stato l’anno in cui ci sono stati più battesimi nella nostra parrocchia.

Finita la celebrazione religiosa, è cominciato un momento interminabile di foto… qualcosa di quasi rituali per gli abitanti del luogo…. Poi abbiamo festeggiato nel campo di basket della scuola parrocchiale con coloro che hanno voluto rimanere. Dopo le 12 di notte gli ultimi andavano via (la vigilia era cominciata alle 20.00).

In questa notte gioiosa, “che ricongiunge la terra al cielo, l’uomo al suo Creatore” (Preconio Pasquale), l’anima che contempla il mistero della sua Redenzione finisce per ringraziare, essendo stata colmate dalla gioia e dall’amore di Dio e di Cristo, che con il suo Mistero Pasquale fa che la Chiesa, sua sposa, sia Madre feconda di figli e figlie, sempre giovane, da più di 2000 anni. A volte ci da la grazia di vedere tutto ciò, ed è un’immensa gioia, per un missionario, vedere queste cose.

91 è un grande numero. Personalmente ho sempre paura di rimanere nell’aneddotico o estraordinario del numero, e c’è il rischio, soprattutto per noi, giovani missionari, di credere – a volte quasi inconsciamente – che il successo si trova nella quantità, anche se ovviamente è chiaro che questo ci riempie di gioia, e così deve essere, che siano numerosi coloro che ricevono la Grazia. Però nel momento della croce erano pochi coloro che erano insieme a Cristo; dopo la sua morte e resurrezione si sono trasformati in migliaia. E anche se desideriamo e  procuriamo con tutte le nostre forze di espandere il Regno di Cristo a tutti quelli che possiamo, e sogniamo di stancarci le braccia battezzando  (non ho chiesto se lo scorso sabato è successo al P. Gervais, pero credo che un po’ deve essersi stancato), non cadiamo mai nella tentazione di credere che il successo apostolico è quantificabile numericamente e neanche che diminuisca la nostra fede se solo ci toccasse leggere queste cose nelle cronache delle missioni, nonostante gli sforzi realizzati; e non dobbiamo mai perderci d’animo né lavorare meno nella Messa domenicale anche se avessimo solo 20 o 30 persone che assistono, come succede tanto a Taiwan che in Groenlandia (e in tanti altri luoghi). Perché per una sola anima che si converte c’è una grande gioia in Cielo, e si salva la propria anima, perché colui che converte un peccatore dal suo cammino distorto, salva la sua anima dalla morte e copre la moltitudine dei peccati (Gc 5,20).

Quando ho avuto la bellissima e indimenticabile esperienza di essere in missione in un luogo dove per diversi anni i sacerdoti non potevano vedere nessuno nelle Messe e Vigilie Pasquali, personalmente prendevo coraggio, come dice San Paolo (Heb. 28, 15), leggendo le cronache delle missioni dei mie fratelli e sorelle della famiglia religiosa (quanto gli devo e li ringrazio!) e nella Fede sapevo che ero li  con loro, in missione con loro, misticamente uniti nella Grazia, fecondi per il Mistero Pasquale di Cristo. È qualcosa che, grazie a Dio, ci hanno sempre insegnato chiaramente nel seminario; è qualcosa che ripetiamo molto noi missionari, ma che poi è necessario che si esperimenti in carne propria nella missione. Oggi Dio mi ha da la grazia di vivere questa realtà e ho desiderato condividerla con voi. In modo particolare penso ai  missionari che si trovano “nell’ombra” e che abbondano in diversi luoghi del mondo, vicino o lontano da Hong Kong.

Per questo voglio dedicare in modo speciale questa gioiosa notizia e queste povere riflessioni ai missionari in terre di martirio e nelle missioni emblematiche, ai sacerdoti, religiosi, religiose e laici; a coloro che sono in mezzo a guerre crudeli…. Ai missionari ai quali, essendo fedeli alla loro vocazione al loro dovere di religiosi, è toccato seminare tra pietre e spine, in alcuni casi durante tutta la vita; a coloro che hanno come missione l’arido compito della docenza e delle pubblicazioni; ai religiosi contemplativi di entrambe i rami che “fecondano silenziosamente la Storia” (B. Giovanni Paolo II); ai malati e a tutti coloro che soffrono nel corpo e nell’anima, e pregano per le missioni. Questi sono i loro frutti, perché questi neofiti sono nati dal costato aperto del Signore, pero anche da coloro che, fedeli al Maestro, versano fino all’ultima goccia di sangue nella croce che ad ognuno è inviata. E pensare che ciò che vediamo in questa terra non è altro che una piccola ombra! Di quante cose verremo a conoscenza e gioiremo in Cielo! Sappiamo bene che Dio non si lascia vincere nella generosità!

Chiedo a tutti preghiere e sacrifici affinchè i nostri neofiti siano sempre come coloro che, ascoltando le parole di San Pietro, perseveravano assiduamente nella dottrina degli apostoli e nella comunione, nella frazione del pane e nella preghiera. (Atti 2,42)

Tante Grazie!

Un’altra volta vi racconterò come stiamo organizzando il catecumenato per gli adulti e le lezioni di Catechismo per i bambini della nostra Parrocchia… è molto interessante.

Dio vi benedica e conceda a tutti voi una felice Pasqua di Resurrezione!

Padri missionari dell’Istituto del Verbo Incarnato in Hong Kong

 

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