Come si ringrazia un Papa?

in Gaza by

Cronaca dell’incontro con Sua Santità Papa Francesco

 

Carissimi voglio raccontarvi il colloquio che ci ha brindato S.S. il Papa Francesco, che ha avuto luogo il venerdì 29 agosto nella Casa “Santa Marta”.

Tutto è successo per iniziativa del Papa. L’appuntamento era alle 11.00. Con sufficiente tempo siamo arrivati li con il P. Gonzalo Ruiz. Il colloquio è durato 47 minuti ed in privato, senza giornalisti nè fotografi. L’intervista è stata molto interessante, anche con qualche battuta.

Sin título

Lo abbiamo ringraziato per il Suo pellegrinaggio in Terra Santa e per i suoi frutti. Gli ho presentato i saluti del nostro Patriarca Fouad Twal.

Gli ho raccontato che siamo molto pochi: su un totale di 1.800.000 abitanti, noi cristiani a Gaza siamo 1.350, dei quali solo 136 siamo cattolici.

Il Papa mi ha domandato “se ero solo nella missione”. Gli ho risposto che eravamo due sacerdoti; il P. Mario Da Silva stava con me e che è del Brasile, e per questo “con lui parliamo di tutto meno che di calcio”, gli ho detto. Il Papa ha riso. Gli ho detto anche che c’erano le Suore SSVM, Suor della Carità e Suor del Rosario.

Ho raccontato un pò sull’andamento della guerra, la distruzione, l’odio, la sete di vendetta e tutto ciò che significa questa pazzia; ed aggiunse il Santo Padre: “Quei bambini, quei poveri bambini!”

Gli ho commentato la nostra seria preoccupazione per il problema dell’esodo dei cristiani e della persecuzione. Gli ho detto che la gente se ne vuole andare, che non ha un futuro e che tra breve saremmo rimasti senza cristiani. Ascoltava preoccupato ed in silenzio.

Mi ha domandato se avevamo alimenti e come facevamo. Gli ho spiegato che non si trovano facilmente e sono cari. Gli stavo spiegando che scarseggiano e, scherzando, gli ho detto che non ero io l’esempio più eloquente di tale scarsità! Si è messo a ridere di nuovo.

Ad un certo momento ci ha detto: “ Ti devo confessare che come Vescovo e come argentino mi sento molto orgoglioso di te e di tutti voi”.

Il Papa domandò al P. Gonzalo come andavamo con le vocazioni. Gli ha risposto che per grazia di Dio avevamo una media di 85 novizi in questi ultimi 4 anni. Gli ha raccomandato di “prendersi cura di loro e di formarli bene”.

Il Papa ha domandato: “In Argentina?”. Il P Gonzalo gli ha risposto di no, in tutto il mondo; e che in Cile ne avevamo circa 25. Il Papa gli ha detto affermando: ”Si, si a San Bernardo”. Dopo ci ha detto che molte Congregazioni sono senza vocazioni per essere troppo attaccate ai beni materiali e che noi dobbiamo continuare così, con povertà e soprattutto andando nelle missioni.

Ci ha detto che dovevamo continuare ad andare dappertutto, specialmente nei luoghi più remoti ed ha aggiunto verso la fine del colloquio: “non perdete l’allegria, quell’ allegria interiore”.

Certamente che quest’incontro con il Santo Padre è tutta una Grazia del Buon Dio, per me e credo che lo è per tutta la famiglia religiosa dell’IVE. Ora tornando a Gaza, dopo aver visto il Papa, posso fargli arrivare ai cristiani di lì : la vicinanza, la certezza e la fortezza della fede di Pietro, come se lo stesso Signore gli comandasse: “E tu (Pietro), una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli”. (Lc. 22, 32).

Già mentre ci congedavamo dal Papa, gli abbiamo regalato un Vangelo bilingue in arabo ed ebreo, poichè è Cristo il Principe della pace ed è l’unico capace di fraternizzare questi popoli, ed inoltre un libro “Li ha creati maschio e femmina” tradotto in arabo, simbolo del nostro impegno di evangelizzare queste culture come abbiamo spiegato al Santo Padre.

Lo abbiamo ringraziato enormemente e quando ci stavamo avviando verso la porta, gli ho domandato: “Come si ringrazia ad un Papa? Lui mi ha risposto: “Pregando per Lui”.

Preghiamo allora per il Papa e chiediamo alla Santissima Vergine che conservi in noi la Fede di Pietro, così come ci ha insegnato il P. Buela.

In Domino

  1. Jorge Hernández, IVE

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